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Sono gradite proposte di collaborazione


Maggio 2008. Pubblicato, sul sito del ministero della salute, il libro bianco sui principi fondamentali del Servizio sanitario. (Dalla presentazione del Ministro: ....Si tratta di un testo che è rivolto, innanzitutto, agli operatori del settore, che vi potranno rintracciare il tessuto connettivo e l'"anima" di un Servizio nazionale che, seppur non esente da difetti gestionali e da difficoltà dell'operare quotidiano, poggia su alti e saldi fondamenti teoretici. Ma la lettura del documento potrà essere di grande interesse anche per il cittadino che voglia riflettere sulla complessità della organizzazione dei servizi sanitari e sui principi su cui si basa l'erogazione delle prestazioni di cui egli fruisce, per poter interagire in modo sempre più consapevole con le istituzioni della sanità, continuando a rivendicare i suoi giusti diritti e al tempo stesso facendosi coinvolgere, responsabilmente, nelle azioni necessarie a individuare e superare i problemi che si frappongono alla loro piena attuazione"...)


                                                                        In Italia manca una vera assistenza ai malati mentali
15 maggio 2008
 

Cristiani per Servire” denuncia il bilancio negativo a 30 anni dalla legge Basaglia  di Antonio Gaspari (Avvenire)


ROMA, lunedì, 12 maggio 2008 (ZENIT.org).- Trent'anni fa, il 13 maggio 1978, il Parlamento Italiano, sotto la minaccia di un referendum abrogativo, ha approvato la legge 180, ispirata dallo psichiatra veneziano Franco Basaglia.

Insieme alla chiusura dei manicomi, però, non sono state sviluppati quei centri di assistenza che avrebbero dovuto aiutare le famiglie nella cura dei malati.

Intervistato da ZENIT, Felice Previte, Presidente dell’associazione “Cristiani per Servire”, ha denunciato trent'anni di “disinteresse delle Istituzioni”.

Secondo Previte: “La legge 180 è stata emanata priva del Regolamento d’Applicazione, e non ha previsto strutture alternative ed adeguate né l’organizzazione dei servizi”, ma soprattutto non ha compreso “che la malattia mentale è un problema sociale”.

A questo proposito, ha ricordato che nel 2005 il Senato ha compiuto una Indagine parlamentare le cui conclusioni hanno stabilito e rilevato come “essenzialmente fallimentare lo stato di assistenza dei malati psichici in Italia”.

Il rappresentante di Cristiani per Servire ha commentato che “la politica non ha provveduto a ritenere questo problema come prioritario” ed ha lasciato i malati psichicamente gravi, “nella dimenticanza e nel disinteresse spingendoli verso forme di eutanasia”.

Il Presidente dell’associazione ha spiegato che “il problema è stato ‘scaricato’ sulle famiglie, le quali ricevono un contributo ridicolo di 246,73 al mese, che consente a questi malati solo di sopravvivere, con l’angoscia del futuro, cioè di quando verrà a mancare il sostegno familiare”.

“Così – ha aggiunto Previte – le famiglie lasciate nella loro solitudine rischiano di crollare di fronte al problema, per cui a volte si assiste ad estremi rimedi, tragedie che quasi quotidianamente apprendiamo dai mass media increduli e sbigottiti”.

Per questi motivi, Cristiani per Servire chiede che “la legge venga rivista e rimodernata in una proposizione che renda ragione e giustizia e che rispetti la dignità dei malati psichici”.

Circa il richiamo morale al rispetto della dignità dell’uomo malato psichicamente, Previte ha ricordato che l’8 gennaio 2004, l’allora Cardinale Joseph Ratzinger inviò un Messaggio al Simposio Internazionale “Dignità e diritti della persona con handicap mentale” in cui richiese “le tutele giuridiche capaci di rispondere ai bisogno ed alle dinamiche di crescita delle persone handicappate e di coloro che condividono la sua situazione a partire dai suoi familiari”

“Impegnarsi verso forme concrete ed efficaci di solidarietà verso la persona umana specie quella che comporta un disagio psichico” è stato l’invito dei Vescovi alla 55° Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana nel novembre 2005.

Il Presidente di Cristiani per Servire ha quindi espresso la propria riconoscenza a Benedetto XVI che, nel Messaggio del 16 dicembre 2005 per la “14° Giornata del malato mentale”, ha riconosciuto la cura della salute mentale come “una vera e propria emergenza socio-sanitaria”.

In quel messaggio il Pontefice Benedetto XVI ha voluto richiamare tutti quei Paesi (compresa l’Italia) dove non esiste o è parzialmente in vigore “una legislazione definita per la salute mentale” o dove “ risultano carenti i servizi insufficienti od in stato di disfacimento”, auspicando che crescano “leggi adeguate e piani sanitari che prevedano sufficienti risorse per la loro completa applicazione“.
 


PLOS Medicine
Received: January 23, 2007
Accepted: January 4, 2008
Published: February 26, 2008
Initial Severity and Antidepressant Benefits: A Meta-Analysis of Data Submitted to the Food and Drug Administration

Irving Kirsch1*, Brett J. Deacon2, Tania B. Huedo-Medina3, Alan Scoboria4, Thomas J. Moore5, Blair T. Johnson3

1 Department of Psychology, University of Hull, Hull, United Kingdom, 2 University of Wyoming, Laramie, Wyoming, United States of America, 3 Center for Health, Intervention, and Prevention, University of Connecticut, Storrs, Connecticut, United States of America, 4 Department of Psychology, University of Windsor, Windsor, Ontario, Canada, 5 Institute for Safe Medication Practices, Huntingdon Valley, Pennsylvania, United States of America

 

Secondo questa metanalisi recentemente pubblicata in Gran Bretagna, e liberamente accessibile grazie alla politica open access della Rivista Plos Medicine, gli antidepressivi vanno considerati quasi come placebo nella terapia della depressione.

 

Irving Kirsch, del dipartimento di Psicologia dell'Università di Hull  (Hull Gran Bretagna) con  un gruppo di specialisti  ha osservato i risultati di 47 studi - noti e riservati, cui hanno avuto accesso grazie alla legge sulla libertà di informazione della FDA , sugli effetti di alcuni antidepressivi (fluoxetina , venlafaxina   paroxetina , nefazodone).
E i risultati, dicono gli studiosi sulla rivista PloS Medicine, parlano chiaro: i farmaci non sono più efficaci dei placebo nei casi leggeri e per la maggior parte dei casi gravi di depressione. Nei casi più gravi, in cui un effetto c'é, la differenza nei progressi ha più a che vedere con una minore reazione dei pazienti ai placebo, che non a una reazione positiva agli antidepressivi.

Download dell'articolo completo: http://medicine.plosjournals.org/perlserv/?request=get-document&doi=10.1371%2Fjournal.pmed.0050045&ct=1


 
Corte di Cassazione - Penale

Falsa attestazione in assenza di visita

Il certificato rilasciato dal medico è destinato a provare la verità di fatti morbosi a qualsiasi terzo interessato e presuppone necessariamente, anche se implicitamente, che il medico stesso abbia proceduto direttamente all'accertamento della malattia mediante visita del paziente. Per conseguenza risponde di falso ideologico il medico che attesti una malattia senza aver compiuto la visita, anche se di essa non abbia fatto esplicita menzione nel certificato.
Integra il reato di falsità ideologica commessa dal p.u. in atto pubblico (art. 479 cod. pen.) - e non quello di falsità ideologica commessa dal p.u. in certificati o autorizzazioni amministrative (art. 480 cod. pen.) - la condotta del medico di base che rediga una proposta di trattamento sanitario obbligatorio nei confronti di un paziente del quale attesti falsamente l'alterazione psichica, senza sottoporlo a visita, considerato che il provvedimento che dispone il t.s.o. di un infermo di mente è adottato dal sindaco su proposta motivata di un medico, convalidata da un altro medico della struttura sanitaria pubblica, che si inserisce nell'attività della P.A. disciplinata dalla legge n. 180 del 1978 quale atto di impulso di natura costrittiva (derivando da esso l'obbligatoria soggezione del paziente ad ulteriori visite) di un procedimento amministrativo. (
www.dirittosanitario.net)


Alzheimer: VBM predice il tasso di declino

La valutazione dell'atrofia regionale tramite VBM (Voxel-based morphometry (1)) può essere utilizzata per prevedere il tasso di declino nei pazienti con lieve morbo di Alzheimer. Una migliore conoscenza dei fattori che possono predire la gravità della progressione della malattia può avere importanti implicazioni per l'assistenza al paziente, per lo sviluppo degli studi clinici con nuovi agenti terapeutici e per la salute pubblica. La VBM, più della neuropsicologia, è in grado di rilevare un futuro rapido declino cognitivo e differenziare due stadi adiacenti della malattia, anche in un piccolo campione di pazienti con morbo di Alzheimer. L'atrofia parieto-occipitale mediale è un buon marcatore prognostico per questa malattia. Il recente sviluppo di potenti strumenti per l'acquisizione e l'analisi delle immagini ha arricchito in modo drammatico la possibilità di andare a fondo nella neurobiologia del morbo di Alzheimer, ma non bisogna sovrastimare le possibilità dell'armamentario disponibile. Si sta attualmente raccogliendo una gran quantità di dati prospettici da tutto il mondo che nei prossimi anni consentirà di evidenziare più accuratamente la storia naturale nella neurobiologia del morbo di Alzheimer, e di raffinare gli strumenti per le previsioni individuali. (Neurology 2008; 70: 2194-5 e 2201-11)


 

DGNews

FDA Approves Aripiprazole as Adjunctive to Lithium or Valproate in Adults With Bipolar 1 Disorder


TOKYO and PRINCETON, NJ -- May 9, 2008 -- The US Food and Drug Administration (FDA) has approved aripiprazole (Abilify) as an adjunctive therapy to either lithium or valproate for the acute treatment of manic and mixed episodes associated with bipolar 1 disorder with or without psychotic features in adults. Aripiprazole has been approved as monotherapy for the treatment of manic and mixed episodes associated with bipolar 1 disorder with or without psychotic features in adults since September 2004.

In addition to this new indication, the FDA also approved a new recommended starting and target dose of 15 mg daily for aripiprazole monotherapy in the treatment of bipolar 1 disorder in adults.


Tarenflurbil Elicits Sustained Responses in Treating Alzheimer's Disease: Presented at AGS
By Crina Frincu-Mallos, PhD

WASHINGTON, DC -- May 9, 2008 -- Treatment with tarenflurbil, a novel selective amyloid beta-42-lowering agent, results in improvement or no decline in cognitive function over a 2-year period in patients with mild Alzheimer's disease, according to a post hoc analysis.

Tarenflurbil was evaluated in 207 patients with mild Alzheimer's disease in a multicenter, randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 2 trial conducted at 31 sites in Canada and the United Kingdom.

Lead author Kenton H. Zavitz, PhD, Senior Director of Clinical Affairs, Myriad Pharmaceuticals, Inc., Salt Lake City, Utah, presented the results in a poster session here on May 2 at the 2008 Annual Scientific Meeting of the American Geriatrics Society (AGS). The results also were published online on April 30 in Lancet Neurology
 


Psychiatr Serv 59:500-506, May 2008
doi: 10.1176/appi.ps.59.5.500
© 2008 American Psychiatric Association


What CATIE Found: Results From the Schizophrenia Trial

Marvin S. Swartz, M.D., T. Scott Stroup, M.D., M.P.H., Joseph P. McEvoy, M.D., Sonia M. Davis, Dr.P.H., Robert A. Rosenheck, M.D., Richard S. E. Keefe, Ph.D., John K. Hsiao, M.D. and Jeffrey A. Lieberman, M.D.

The authors provide an overview of the Clinical Antipsychotic Trials of Intervention Effectiveness (CATIE) sponsored by the National Institute of Mental Health. CATIE was designed to compare a proxy first-generation antipsychotic, perphenazine, to several newer drugs. In phase 1 of the trial, consenting patients were randomly assigned to receive olanzapine, perphenazine, quetiapine, risperidone, or ziprasidone for up to 18 months on a double-blind basis. Patients with tardive dyskinesia were excluded from being randomly assigned to perphenazine and were assigned to one of the four second-generation antipsychotics in phase 1A. Clozapine was included in phase 2 of the study. Overall, olanzapine had the longest time to discontinuation in phase 1, but it was associated with significant weight and metabolic concerns. Perphenazine was not significantly different in overall effectiveness, compared with quetiapine, risperidone, and ziprasidone. Also, perphenazine was found to be the most cost-effective drug. Clozapine was confirmed as the most effective drug for individuals with a poor symptom response to previous antipsychotic drug trials, although clozapine was also associated with troublesome adverse effects. There were no differences in neurocognitive or psychosocial functioning in response to medications. Subsequent randomizations suggest that a poor response to an initial medication may mean that a different medication will be more effective or better tolerated. Although the CATIE results are controversial, they are broadly consistent with most previous antipsychotic drug trials and meta-analyses; however, the results may not generalize well to patients at high risk of tardive dyskinesia. Patient characteristics and clinical circumstances affected drug effectiveness; these patient factors are important in making treatment choices
 


Accordo, ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sul documento concernente «Linee di indirizzo nazionali per la salute mentale». (Repertorio atti n. 43/CU del 20 marzo 2008). (GU n. 102 del 2-5-2008  - Suppl. Ordinario n.111)
 


 Pubblicato il 4-1-2008 sul Bolletino Ufficiale della Regione Calabria - Parte III - n. 1 il DECRETO n. 21269 del 17 dicembre 2007  

Registro provvisorio delle Strutture Sanitarie pubbliche


Pubblicate dal Ministero della Salute le linee guida "Gli interventi precoci nella schizofrenia " (ottobre 2007)


 

Conferenza Stato Regioni 1 agosto 2007: riordino del sistema di Formazione continua in Medicina


COMUNICATO

 
In data 1 agosto 2007 è stato siglato l'accordo Stato–Regioni concernente il "Riordino del sistema di Formazione continua in Medicina".
 
Nell'accordo è riportato, tra l'altro, che ogni operatore sanitario deve acquisire 150 crediti formativi nel triennio 2008-2010 secondo la seguente ripartizione:
In particolare, dei 150 crediti formativi del triennio 2008-2010, almeno 90 dovranno essere "nuovi" crediti, mentre fino a 60 potranno derivare dal riconoscimento di crediti formativi acquisiti negli anni della sperimentazione a partire dall'anno 2004 fino all'anno 2007.
 
Le misure legate agli incentivi e/o alle sanzioni che interverranno in ordine all'acquisizione dei crediti formativi saranno adottate e rese note a seguito di un confronto con i soggetti interessati (parti sociali, organizzazioni di categoria, ecc.).
Per l'anno 2007 è confermato il debito formativo per gli operatori sanitari fissato in n. 30 (trenta) crediti formativi
E' prorogato il vigente programma sperimentale di educazione continua in medicina fino e non oltre il 31 dicembre 2007

Pubblicate sul BURC (1 marzo 2007) le  Linee guida per la tutela della salute mentale. (DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE CALABRIA 19 febbraio 2007, n. 105)


Rispetto delle indicazioni in scheda tecnica dei medicinali anche in ospedale

Legge n. 296 del 27.12.06, Gazzetta Ufficiale n. 299 del 27.12.06 - Suppl. Ordinario n. 244

Il comma 796, lettera z), delle legge finanziaria 2007 ritorna sulla problematica dell'impiego di un medicinale in difformità da quanto riportato in scheda tecnica, problematica già affrontata dal legislatore del 1998.

Questa volta il legislatore si rivolge principalmente, ma non esclusivamente, al medico dipendente di strutture sanitarie, stabilendo che la deroga prevista dal comma 2 dell'articolo 3 della legge 94/98 (1) "non è applicabile al ricorso a terapie farmacologiche a carico del Servizio sanitario nazionale, che, nell'ambito dei presidi ospedalieri o di altre strutture e interventi sanitari, assuma carattere diffuso e sistematico e si configuri, al di fuori delle condizioni di autorizzazione all'immissione in commercio, quale alternativa terapeutica rivolta a pazienti portatori di patologie per le quali risultino autorizzati farmaci recanti specifica indicazione al trattamento."

Il provvedimento continua, inoltre: "Il ricorso a tali terapie è consentito solo nell'ambito delle sperimentazioni cliniche dei medicinali di cui al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211, e successive modificazioni".

Sono previste pure sanzioni e le regioni devono provvedere "ad adottare entro il 28 febbraio 2007 disposizioni per le aziende sanitarie locali, per le aziende ospedaliere, per le aziende ospedaliere universitarie e per gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico volte alla individuazione dei responsabili dei procedimenti applicativi delle disposizioni di cui alla presente lettera, anche sotto il profilo della responsabilità amministrativa per danno erariale."

In altre parole vengono espressamente dichiarate illecite e sanzionabili certe diffuse abitudini di alcuni Centri Ospedalieri, dove le terapie off-label diventano consolidata abitudine

 

(1) In singoli casi il medico può, sotto la sua diretta responsabilità e previa informazione del paziente e acquisizione del consenso dello stesso, impiegare un medicinale prodotto industrialmente per un'indicazione o una via di somministrazione o una modalità di somministrazione o di utilizzazione diversa da quella autorizzata, ovvero riconosciuta agli effetti dell'applicazione dell'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 536, convertito dalla legge 23 dicembre 1996, n. 648, qualora il medico stesso ritenga, in base a dati documentabili, che il paziente non possa essere utilmente trattato con medicinali per i quali sia già approvata quella indicazione terapeutica o quella via o modalità di somministrazione e purchè tale impiego sia noto e conforme a lavori apparsi su pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale


Iperdosaggio “fuori scheda tecnica”? E’ omicidio colposo


Prescrivere farmaci in dosaggio superiore a quanto indicato introduce un fattore di rischio che, se concretizzato, puo’ configurare l’ omicidio colposo.
Un neurologo aveva in cura una paziente affetta, da molto tempo, da una grave sindrome depressiva con un cocktail di farmaci somministrati a dosaggi superiori a quelli indicati. Essendosi verificato il decesso della paziente, gli accertamenti giudiziali effettuati evidenziavano tale superdosaggio farmacologico, e confermavano che tale circostanza era da ritenere connessa al decesso con nesso di causalita’. Il medico veniva condannato per omicidio colposo sia in primo grado che in appello; la condanna e’ poi stata confermata anche in Cassazione (Sentenza n. 840/2007)per non aver seguito un corretto dosaggio dei farmaci somministrati alla paziente provocando così un accumulo dei principi attivi contenuti nei medesimi farmaci da cui derivavano gravi alterazioni patologiche che cagionavano il decesso". Il sanitario quindi, avendo violato il divieto di somministrare le terapie in dosaggi superiori a quelli previsti e senza tener conto della pericolosità dei
fattori di accumulo" aveva introdotto nel quadro clinico della paziente un fattore di rischio poi effettivamente concretizzatosi.


Tratto da: Scienza e Professione febbraio 2008  www.scienzaeprofessione.it che si ringrazia per la politica di libera diffusione editoriale :"Il nostro materiale salvo diverse indicazioni è liberamente utilizzabile per uso privato, riproducibile citando la fonte"


Arch Gen Psychiatry. 2007 Jan;64(1):65-72. Related Articles, Links

Cost-effectiveness of systematic depression treatment among people with diabetes mellitus.

Simon GE, Katon WJ, Lin EH, Rutter C, Manning WG, Von Korff M, Ciechanowski P, Ludman EJ, Young BA.

Center for Health Studies, Group Health Cooperative, Department of Psychiatry and Behavioral Sciences, University of Washington, Seattle, WA 98101, USA. simon.g@ghc.org

CONTEXT: Depression co-occurring with diabetes mellitus is associated with higher health services costs, suggesting that more effective depression treatment might reduce use of other medical services. OBJECTIVE: To evaluate the incremental cost and cost-effectiveness of a systematic depression treatment program among outpatients with diabetes. DESIGN: Randomized controlled trial comparing systematic depression treatment program with care as usual. SETTING: Primary care clinics of group-model prepaid health plan. PATIENTS: A 2-stage screening process identified 329 adults with diabetes and current depressive disorder. INTERVENTION: Specialized nurses delivered a 12-month, stepped-care depression treatment program beginning with either problem-solving treatment psychotherapy or a structured antidepressant pharmacotherapy program. Subsequent treatment (combining psychotherapy and medication, adjustments to medication, and specialty referral) was adjusted according to clinical response. MAIN OUTCOME MEASURES: Depressive symptoms were assessed by blinded telephone assessments at 3, 6, 12, and 24 months. Health service costs were assessed using health plan accounting records. RESULTS: Over 24 months, patients assigned to the intervention accumulated a mean of 61 additional days free of depression (95% confidence interval [CI], 11 to 82 days) and had outpatient health services costs that averaged $314 less (95% CI, $1007 less to $379 more) compared with patients continuing in usual care. When an additional day free of depression is valued at $10, the net economic benefit of the intervention is $952 per patient treated (95% CI, $244 to $1660). CONCLUSIONS: For adults with diabetes, systematic depression treatment significantly increases time free of depression and appears to have significant economic benefits from the health plan perspective. Depression screening and systematic depression treatment should become routine components of diabetes care.




 

 Vibo Valentia  Chiesa di San Michele  (Campanile del Peruzzi)
 


 

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